Casa Pepoli, un tetto per uscire dal guscio

L’innovativa esperienza del gruppo appartamento per permettere a persone con disabilità intellettiva di acquisire autonomia

La promozione dell’autonomia e dell’indipendenza delle persone con disabilità intellettive è l’obiettivo di ‘Casa Pepoli’, un gruppo appartamento nato a Castiglione dei Pepoli grazie a un innovativo strumento di amministrazione condivisa avviato dall’Unione dei Comuni dell’Appennino bolognese tra Cooperativa Sociale Bologna Integrazione, Cooperativa Open Group e Anffas Bologna, oltre a vari partner e il sistema dei servizi sociali. Finanziato dal Pnrr e inserito nella programmazione dell’ambito territoriale sociale su forte stimolo del Comune di Castiglione, che ha messo a disposizione l’immobile, il progetto ha preso il via lo scorso 16 ottobre anche grazie alla collaborazione di diverse figure sanitarie

Progetto alla base del convegno in programma a Castiglione domani, dalle 11 alle 13 e nel quale interverranno anche Igor Taruffi per la Regione, il sindaco Maurizio Fabbri, il presidente del Distretto socio sanitario Appennino Alessandro Santoni e il presidente dell’Istituzione per la gestione dei servizi sociali dell’Appennino Giuseppe Argentieri. Appuntamento dove la presidente Anffas E.R Barbara Bentivogli e il presidente nazionale Roberto Speziale parleranno di vita indipendente, delle normative e buone pratiche dal punto di vista dell’associazione. Parteciperanno anche tutte le realtà che hanno contribuito all’iniziativa. Tra gli obiettivi del progetto Casa Pepoli c’è la creazione di un percorso di acquisizione di competenze per la gestione del proprio spazio, stimolare le autonomie all’abitare e il processo di vita indipendente, promozione di inclusione sociale, socializzazione con gli altri abitanti e altri interventi che andranno a supporto delle attività di gruppo tra le persone con disabilità, i loro caregiver e familiari nel passaggio dal nucleo familiare al nuovo nucleo abitativo. In quest’ottica sono previsti interventi di supporto e assistenza, anche a distanza, attraverso l’uso di apparecchiatura di domotica e strumenti di comunicazione. Non solo, in programma anche un avvio in ambito lavorativo, gestito da Open Group, dove una figura educativa si occuperà ad esempio di aiutare a costruire il curriculum, supportare i percorsi formativi individuali e di formazione professionale, l’attivazione di tirocini formativi e così via.

Potranno essere svolti laboratori per la formazione digitale, incontri di mutuo-aiuto sul tema lavoro e consulenze di attività di scouting aziendale, con la presenza di un tutor che possa seguire e supportare la persona con disabilità nel percorso di inserimento lavorativo.

Angela Carusone(da “Il resto del Carlino” del 26/11/2023)